QUALE SPAZIO PER LA TERAPIA CHIRURGICA DELLE VARICI? ABLAZIONE LASER DELLA VSI O SCLEROMOUSSE: IL TRATTAMENTO COMBINATO.

Attualmente, Il dibattito medico sui trattamenti delle varici sembra incentrato su due questioni: vi è ancora spazio per lo stripping della vena safena? ma soprattutto, cosa scegliere tra il laser e la scleromousse?

Per quanto riguarda la prima questione, non vi è più alcun dubbio che le indicazioni per lo stripping sono veramente poche e riguardano quasi esclusivamente safene con un diametro di oltre 2 cm e particolarmente tortuose, casi che si presentano ormai raramente ed in poche unità in un anno di attività. Ogni flebologo, pratico di tutte le tecniche, sa che la propria attività chirurgica ha subito un clamoroso crollo a favore delle tecniche endovascolari. Il ricovero, l’anestesia, le ferite, le cicatrici e i recuperi lenti, oggi sono solo un lontano ricordo grazie all’applicazione della tecnologia e dell’innovazione nel campo medico.

Possiamo annoverare tra i trattamenti più all’avanguardia per la cura delle vene varicose, Il LASER ENDOVENOSO. L’introduzione della fibra laser radiale ELVES rappresenta una delle strategie più efficaci per

contrastare la patologia varicosa, proprio perché ha permesso di raggiungere una ablazione completa della safena, l’utilizzo della sola anestesia locale, una immediata ripresa delle proprie attività e l’assenza totale di dolore. Inoltre, rispetto alla Scleromosse - altro innovativo e recente trattamento che consiste in una o più iniezioni di schiuma sclerosante sotto monitoraggio ecografico - si evitano alcune complicanze proprie dei prodotti sclerosanti che potrebbero manifestarsi in alcuni soggetti predisposti, quali ad esempio: allergie, possibile presenza di pervietà del forame ovale o complicanze neurologiche.

Personalmente, dopo una diagnosi attenta, utilizzo insieme queste due valide tecniche: l’ablazione dell’asse safenico con la Fibra Laser radiale e la Scleromousse per le varicosità collaterali. Un trattamento combinato tra due delle metodiche più all’avanguardia permette infatti di evitare anche le microincisioni di Muller e di portare a termine un trattamento con un’invasività vicina allo zero, un ottimo risultato estetico (zero cicatrici) e una grande soddisfazione da parte del paziente.